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Pastoriale dei
"ricomincianti" Presentazione
dell'esperienza «Io, dal sessantotto alla chiesa» Raccolte in un «libro bianco» le vicende di uomini
e donne |
LIONE. Jean ha una quarantina d'anni, si è laureato in Scienze politiche negli anni della contestazione. Educato in una famiglia benestante e borghese, dove «non si poteva non credere», si era allontanato dalla fede senza traumi. Il lavoro, il matrimonio, la paternità: poi il battesimo della figlia, dopo un lungo periodo in cui è stata catecumena, ha fatto scattare in lui il desiderio di riallacciare i fili.
Jean è un «ricominciante». La sua storia, e quella di altri uomini e donne, viene raccontata in un "libro bianco" che è stato pubblicato in Francia da meno di un anno (Des Recommençants prennent la parole, Desclée de Brouwer, pagine 236, 120 franchi). Sono vicende personali, profonde e significative scritte di prima mano o frutto di registrazioni raccolte da Henri Bourgeois, Catherine Charlemagne e Marie-Luise Gondal in diverse città: a Tolosa, a Coutances, a Lione, nell'Ardèche. Li hanno ascoltati, dando loro la parola. «Vogliono credere in una nuova maniera spiegano i curatori dell'inchiesta ; attestano che l'eredità religiosa resta disponibile, mai sopita, e che li sollecita in un modo inedito. Non dobbiamo trarne una tentazione apologetica, ma riflettere semmai sugli errori della pastorale, per migliorarla».
Ancora la storia di Jean. «Da giovane pativo le messe imposte, sentivo i sacerdoti lontani. Ho "rotto" senza drammi. Non ho sbattuto la porta, perché non è nel mio carattere. Non ho mai perso la stima per chi ha fede. Semplicemente ero giunto alla conclusione che Dio non si occupasse di me. E dunque io non mi sarei più occupato di lui». Curiosamente, negli anni, gli era rimasto un legame: almeno una volta all'anno andava a Taizé. Poi iniziò ad interessarsi alla studio dei Catari. «Cercavo di capire passando per strade diverse, alternative. Ma mi ritrovavo sempre daccapo: deluso da Dio». La morte di un coetaneo gli ha però consentito di ascoltare parole intense e appropriate di un sacerdote ai funerali; ultimamente la scelta della figlia più grande di voler ricevere il battesimo è stata un'ulteriore scossa. «Comprendo che ci sono dei momenti in cui, sul piano interiore, si è talmente impermeabili che non si può ascoltare Dio. Ora sono sulla porta. Non ho ancora una grande esperienza di Dio nella Chiesa. Ma provo cose che prima non provavo. Si, penso di appartenere alla categoria di coloro che stanno rinascendo».
Emilie, di mestiere era odontotecnica; poi una malattia le ha imposto altri ritmi di vita. Ora ha 43 anni. Nel 1989 ha interrotto bruscamente un legame sentimentale cui teneva moltissimo; persino l'amica del cuore l'abbandonò. «Mi ritrovai di colpo racconta con un vuoto affettivo, senza lavoro, senza amicizia. Così mi capitò, in pieno agosto, di sedermi in fondo alle chiese e assistere a qualche messa. Quando vedevo la gente accostarsi alla comunione, mi dicevo: "Saranno sicuri di sé visto che ci vanno". Ragionavo: "Bisogna essere puri, per andarci"». Un mattino fece caso a una frase della liturgia: "Non sono degno di partecipare alla tua mensa, ma dì solo una parola...". Andò a bussare come "ricominciante", così, senza troppe aspettative. «Non ho più affrontato la malattia con rabbia. Sono fragile, nella mia fede c'è molto il Padre, cerco di comprendere il Figlio... Ma capisco meglio. Sono sicura che ciò che Dio mi ha donato, lo dona e lo può donare agli altri».
Anita, Josiane, Jean-Pierre, Monique, e ancora Jacqueline, Nade, Madeleine. Le loro storie si intrecciano, provocano, colpiscono. «Abbiamo ogni giorno di più la convinzione concludono i curatori del "libro bianco" che in questa fine di secolo le Chiese non possono accontentarsi di aiutare i "ricomincianti" che bussano alla porta. Ci sembra che anch'esse debbano diventare recommençantes. È giunto il momento di tornare al passato, di confessare le insufficienze, di riscoprire l'essenziale originario offuscato sotto il peso delle credenze accumulate, dei fiumi di parole, delle abitudini irrigidite. Magari così facendo, potrebbero ritrovare con un cuore nuovo proprio quel Vangelo che legittima la loro esistenza».
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Gli strumenti disponibili in Italia
L'Elle Di Ci ha appena avviato una collana : «Ricominciare a credere»
TORINO. E se qualcuno in Italia volesse occuparsi di «ricomincianti»? Uno dei primi volumi sull'argomento pubblicati nel nostro Paese è del 1994; lo hanno pubblicato le Edizioni San Paolo, traducendo dal francese il volume di Henri Bourgeois «Alla scoperta della fede. Quelli che ricominciano» (pagine 150, lire 14.000). L'anno prima la Queriniana aveva mandato in libreria Teologia catecumenale (pagine 308, lire 30.000), sempre firmato dal teologo transalpino.
Ora, invece, i salesiani della Elle Di Ci hanno addirittura avviato una collana che ripropone da qualche settimana le principali opere del gruppo Pascal Thomas (sulla cui storia si parla più ampiamente in un'altra pagina, ndr). Sono già disponibili i primi quattro volumi: costano dalle 11 alle 12mila lire (Credere? -Parliamone; Credere? Com'è possibile?; Credere in Gesù Cristo; Credere da cristiani). Imminente è l'uscita del quinto (Credo? Come si fa a sapere se ho la fede?). Alla fine ce ne saranno una quindicina. Sono semplici, contengono piste di riflessione, schemi, spiegazioni. «Abbiamo scelto di tradurre i testi delle Éditions de l'Atelier perché sono i più immediati spiega Bruno Ferrero, direttore editoriale della Elle Di Ci . Propongono i temi in termini dialogici, insomma sono efficaci. Siamo anche convinti che attraverso il confronto con chi ricomincia, la pastorale possa compiere passi in avanti nel rapporto con gli adulti, evitando un sovraccarico di religione sui bambini e sui ragazzi che poi, di fatto, se ne vanno puntualmente dopo la Cresima».
La direzione della collana è stata affidata al comasco Arcangelo Bagni, un laico di 46 anni, studi alla Lateranense di Roma, curatore della rivista Parole di Vita e autore di numerosi volumi per l'insegnamento della religione. «Il credente osserva non crede per delle ragioni, ma ha delle ragioni per credere. Queste ragioni rimandano a una storia che lo precede e che conosce grazie a testimoni attendibili. Uomini e donne, giovani e adulti che abbiano la voglia ed il coraggio di mantenere aperta la domanda ultima, troveranno in questi volumi un utile strumento di lavoro».
In effetti i capitoli impostati da Pascal Thomas sono garbati, ma senza fronzoli. Per esempio: da dove cominciare? Il lettore viene preso per mano, spiegando come avvicinarsi ad alcune questioni centrali (come il problema del male nel mondo), offrendo consigli: «La cosa importante è fare il passo che è possibile là dove ci si trova, anche se è un piccolo passo, anche se non si vede molto lontano davanti a se».
Certo, tutto questo renderebbe necessaria la nascita di équipe come quella avviata a Lione da Henri Bourgeois. «In Italia, purtroppo dice Bagni , non esistono ancora esperienze del genere. Sarebbe opportuno che nascessero quanto prima». «È senz'altro una frontiera della pastorale che deve interrogare sul modo tradizionale e non sempre efficace di impostare le attività delle comunità», conclude don Ferrero. In Francia, addirittura, nel gruppo lionese è stato coinvolto anche un pastore protestante. Risvolti ecumenici? «Anche tra gli evangelici possono esserci dei "ricomincianti" precisa però lo stesso Bourgeois , ma rispetto a un cattolico ha senz'altro una conoscenza e una cultura biblica differente».
Presentazione
dell'esperienza
Come contattare la
«rete» francese
Le storie di alcuni di questi uomini e
donne riavvicinatisi a Dio
Pagine a cura di don Paolo Benvenuto - Segnalami eventale materiale che possa essere aggiunto!
Questa pagina è sul Web da
Febbraio 1998